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Con molta gioia, riporto alcuni brani della Prefazione al libro e delle recensioni che stanno apparendo in questi giorni :).
Dalla Prefazione della scrittrice Patrizia Finucci Gallo: Sono fogli sparsi quelli che ho davanti a me. Non ancora composti, non ancora libro. Pagine impilate, perfette, numerate. In ognuna c’è una storia, compressa dentro brevi parole, qualche riga in più qualche riga in meno. È la sospensione della poesia che ci offre il desiderio di interpretare, di intuire senza che ogni emozione venga descritta minuziosamente, quasi non fossimo più capaci di immaginare. [...] Un verso dopo l’altro e passo in mezzo ad uno spazio temporale, che non ho voglia di chiamare ricordo. Non ne sento il bisogno, non catalogo gli anni. [...] Quegli anni no, non sono passati inosservati. Nemmeno a me che li ritrovo qui, in questa splendida raccolta. Complessi, molteplici, eterogenei. I momenti che condividi anche a distanza di anni.
Dalla recensione 'Fermata d'autobus con poesia' del giornalista Gabriele Mignardi (Il Resto del Carlino Bologna - p. 17, 10 dicembre 2008: La lettura è solo frammenti. [...] Un libretto tascabile che raccoglie ventisei componimenti in versi liberi, che hanno appunto la lunghezza adatta ad una lettura frammentata come quella possibile nel transito di un mezzo pubblico.
Dalla recensione 'Tra poesia e volontariato' del giornalista Piero Pisano (Il Domani di Bologna - quotidiano locale allegato della Stampa - p. 20, 19/11/2008): Un libro di poesie enigmatiche ma allo stesso tempo espressionste. A tinte forti. Come il quadro che ha scelto per la copertina del libro, 'Vento e Nuvole' di Gabriele Münter, pittrice tedesca.
Dalla recensione 'Da leggere in movimento' della filosofa Marina Morani su IBS(22/11/2008): La paziente attesa di farci portare via. Da un autobus per un incontro o un ricordo. E allora ci stringiamo trasportati, “ovattati ed eterei” per decidere dove fermarci. Alle nostre terre di sempre o in una piazza di Lisbona dove “ogni casino è un mondo nelle feste di cervelli”. [...] I pensieri fatti di domande corrono e si aggrovigliano come i vicoli universitari di una Bologna “dove la gente vende quel che non è”. Sono gli anni giovani della “ricerca del tutto”, della “grande lotta di vita”. Sapere dove potersi trovare, e poi dimenticare. La dimensione intimista dialoga con il mondo che “sembra grande come il parco di via Guicciardini”. [...] Come finestrini veloci riflettono pezzi di strade e luoghi di conversazioni vissute e ritrovate da chiunque ha vissuto i giorni grandi e scattanti della tarda adolescenza. Il linguaggio parla con una sintassi viva, che racconta e incontra, grida l’impegno e si affida al tempo del parlato.Da leggere in movimento. Come la voce che insegue progetti, amici e idee in queste pagine. Da assaporare mentre si va, cullati dal rumore della gente, confortati dai nostri paesaggi di qui, fino alla prossima fermata o futuro.
Dalla recensione del Poeta Fabio Barcellandi Poesie dell'attesa? su QLIBRI: Poesie dell’attesa? Verrebbe da rispondere di sì. Poesie del presente, dell’oggi, in attesa del domani. Poesie in attesa della poesia? Poesie della felicità, della gioventù, della spensieratezza [...]. Poesia a venire? Poesia in divenire, in fondo
'… siamo tutti
profondamente
infelici,'
già. Poesia di rivolta, di ribellione, di rifiuto
'Polveri sottili.
Amori.
Che fare?
Che fare se tutto è reale nel mondo da Dio creato?
Che fare quando fa male
alla pelle,
ai nostri neuroni, alle convenzioni, alla
nostra morale?'
poesia di rinnovamento, di distacco dalla tradizione [...]. Poesie genuine, schiette, poesie d’amicizia, poesie d’amore, insomma, poesie, che non è poco.
Poesie in attesa, dicevo, d’altra poesia che arriverà - alla fermata Mattia Baglieri - è una promessa!


